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Conflitto, aggressività e violenza tra i sessi

Il dovere di uno studio serio e approfondito

 

Autore: Emidio Tribulato

 

Che tra esseri umani e soprattutto tra sessi diversi, vi possano essere opinioni, pensieri e comportamenti differenti e a volte contrastanti, non è strano, né ci dovrebbe stupire. Come non dovrebbe essere strano, né ci dovrebbe stupire, che tra le persone s’instaurino delle situazioni conflittuali su come affrontare o risolvere una determinata difficoltà o problema comune. Tuttavia, in questi casi ci si aspetta che, tra queste persone, non si manifestino comportamenti aggressivi o peggio, violenti.  

Non vi è dubbio, infatti, che esistano e sono numerosissime, delle situazioni conflittuali nelle quali le nostre idee, le nostre scelte e decisioni sono nettamente contrarie a quelle degli altri. Nonostante ciò dovremmo lo stesso riuscire a mantenere con la controparte un rapporto aperto e dialogante, se non proprio perfettamente sereno e cordiale. In definitiva non dovrebbe essere difficile continuare a rispettare l’altro, pur essendo ognuno di noi portatore d’idee e pensieri diversi e contrastanti, giacché il rispetto dell’altro come persona, anche se non sono accettate e condivise le sue idee, le sue decisioni o i suoi comportamenti, è fondamentale per il buon vivere civile.

 

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Sul senso del riflettere

 

 

“Riflettere” è un termine oggi molto in uso e come tanti termini col tempo tende a perdere la sua specificità per la generalizzazione dell’uso.

Nello specchio possiamo vedere noi stessi e conoscere la nostra immagine riflessa, pregi e difetti compresi. Ovviamente più lo specchio è ben fatto più l’immagine riflessa è fedele all’originale, ma poco o tanto tutti gli specchi deformano un po’ l’immagine, soprattutto gli specchi psichici.

 

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Si deve apprendere anche ad amare

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 AUTORE: Giuseppe Cesa

Siamo sposati da quasi 20 anni e stiamo attraversando un periodo di crisi nera. Continuiamo a ferirci, ma non su cose importanti, bensì su piccole cose quotidiane e su aspetti del carattere.

Stare insieme diviene difficile, per non scontrarci ci evitiamo e il matrimonio è diventato una routine insensata.

Ci siamo sposati molto giovani, attorno ai 20 anni, e ci conoscevamo da poco; purtroppo io sono rimasta gravida ed abbiamo fatto il classico matrimonio riparatore.

All’inizio andava bene, anche se le difficoltà erano molte, ma forse ci univano, così abbiamo fatto anche un secondo figlio. Poi abbiamo avuto i genitori con problemi di salute ...

Ora che potremmo stare bene e goderci un po’ la vita arriva questa situazione. A volte ci chiediamo cosa succede e se sia il caso di continuare a vivere assieme”.

 

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Marc Chagall. Una Amoris laetitia artistica

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Il pittore russo naturalizzato francese Marc Chagall (1887-1985), uno dei più amati del Novecento per il suo stile fantastico, surreale e fiabesco, viene oggi presentato in numerose gallerie, da Milano Pisa Roma fino a Gioia del Colle Noto ecc.  Così a Mantova, dove è prossima la chiusura dell’esposizione, aperta presso il Palazzo della Ragione lo scorso settembre: “Marc Chagall, come nella pittura così nella poesia”.

L’amore è uno dei temi centrali della sua opera, una Amoris laetitia artistica, volendo far riferimento all’esortazione apostolica di papa Francesco.

Il celebre olio su tela (1918), icona della mostra, dal titolo “Sulla città” è stato definito una poesia dipinta dell’amore.

In un cielo lattiginoso, gravido di neve, sopra un villaggio di casupole in legno che rappresenta Vitebsk, il paese natale in Bielorussia, vola abbracciata una coppia di sposi innamorati: Marc Chagall e Bella Rosenfeld, la moglie conosciuta ancora adolescente nel villaggio natale, sua ispiratrice e modella di numerosi quadri.

Il volo è metafora della leggerezza dell’amore, della felicità che esso regala, è riflesso dell’amore divino, espressione dell’incanto e della bellezza che permea tutto il creato. In una cultura sempre più secolarizzata il pittore reintroduce la fantasia, la fiaba, il sogno, il sacro, tutti elementi che sfuggono al controllo di una ragione occidentale desiderosa di comprendere e spiegare ogni aspetto del reale. Chagall è un ebreo vicino al chassidismo, movimento mistico sorto in età moderna in seno all’ebraismo ortodosso. Un tratto tipico è la celebrazione fastosa della vita, a partire dalla convinzione che Dio sia presente in tutta la creazione, dissimulato e celato in essa.

L’immagine degli sposi non abbandonerà mai l’artista, nemmeno negli anni cupi della guerra, della rivoluzione o, più tardi, della Shoah. La capacità che ha reso Chagall un artista unico è stata quella di decodificare l’amore attraverso il colore, steso con pennellate in grado di trasmettere la passione, la tenerezza e la semplicità di questo sentimento.

La gioia della vita coniugale per Chagall è la rappresentazione diretta della propria esperienza dell’amore. Nella sua autobiografia, “La mia vita” (SE editore) dedica alla moglie Bella parole di assoluta poesia: Io aprivo soltanto la finestra della stanza e l’aria azzurra, l’amore e i fiori entravano con lei. Tutta vestita di bianco o tutta in nero lei vola da molto tempo attraverso le mie tele, guidando la mia arte. Non finisco quadro o incisione senza chiederle il suo “sì” o “no.

Ho appeso copia del quadro nella saletta d’aspetto del nostro Consultorio, là dove sostano persone in difficoltà, coppie in crisi, confuse, vittime di scelte esistenziali sbagliate, incomprese o incapaci di comprendere. Il quadro infonda loro serenità, leggerezza, positività e speranza per una “quiete dopo le tempesta”, per una vita di coppia rinnovata, per una vera libertà liberata.

Così il pittore esprime all’amata il messaggio che la sua arte vuol trasmettere: Scappiamo, sfuggiamo dagli affanni, dai pregiudizi, dalle fatiche che si nascondono tra un tetto e un altro, tra comignolo e finestre. Prendiamo il volo, io e te in questo cielo che ci ospiterà, noi sopra la città. Basta rimanere nel flusso sempre eterno e sempre lo stesso di convenzioni, di convinzioni, classiche interpretazioni della vita quotidiana, allontaniamoci, voliamo via da questa città se ci sta stretta, se è cambiata così tanto, tu fai un cenno, salutala, ti porto lontano, non pensare ad altro.

Gabrio Zacchè

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La gestione del conflitto.

L’esperienza del conflitto all’interno della famiglia

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 Autore: Aldo Basso

 

         Il conflitto                   

Il termine ‘conflitto’ è spesso utilizzato come ‘contenitore’ generale di diversi significati e a questo termine si possono ricondurre diversi altri termini: litigio, discussione, dissidio, contrapposizione, divergenza, scontro, guerra, violenza, bullismo, aggressività, contrasto, tensione... Presenta quindi un range di significati diversi.

         Il conflitto si riferisce ad una situazione nella quale si presentano bisogni, concezioni, interessi, in contrasto tra loro. Può trattarsi di un conflitto interiore alla persona, o tra persone, o tra gruppi o tra popoli e culture diverse. Il conflitto può portare a forme varie di violenza, sopraffazione, aggressività. Esso, inoltre può essere latente o manifesto, permanente o momentaneo, conscio o inconscio.

 

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