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Adolescenza e adozione nell’epoca di Internet e dei Social Network - La traversata di un grande fiume

 

Adolescenza e adozione

nell’epoca di Internet e dei Social Network 

La traversata
          di un grande fiume

 


 Autrice: Catia Mallamaci

Uno dei passaggi evolutivi nel ciclo di vita di tutte le famiglie è l’adolescenza dei figli, passaggio che necessita di una ristrutturazione familiare, di cambiamenti relazionali e comunicativi. Il compito principale che i ragazzi devono affrontare è quello della costruzione della propria identità, un processo che va avanti tutta la vita, ma che in questa fase di età è cruciale. Gli adolescenti sono in fermento, alla ricerca di sé... e la ricerca di sé non è indolore, passa attraverso il lutto della perdita dell’infanzia e tende ad un futuro che per le giovani generazioni di oggi appare alquanto nebuloso. Il sentimento di identità implica la continuità con il proprio passato, un presente significativo e un orientamento verso il futuro: “Da dove vengo, chi sono, chi voglio essere”. Mi piace molto la metafora di Herman Hesse che definisce il periodo adolescenziale come la traversata di un grande fiume impetuoso. Noi adulti forse non teniamo abbastanza presente la fatica che fanno gli adolescenti, dimentichiamo che siamo stati adolescenti anche noi. Inoltre, nel mondo attuale, rispecchiarsi nei ragazzi è diventato ancora più difficile poiché appaiono come degli illustri sconosciuti, sempre con la testa altrove, sempre “connessi”. La ricerca di sé oggi passa anche attraverso l’uso massiccio dei social network. Di questo modo di essere noi che abbiamo “qualche anno in più”, genitori, operatori, insegnanti, non abbiamo fatto esperienza diretta nella nostra adolescenza e non abbiamo, pertanto, sviluppato le difese da trasmettere ai ragazzi rispetto ai rischi insiti nell’utilizzo delle nuove tecnologie: diciamo ai nostri figli di chiudere la porta... non aprire a nessuno... e invece sono connessi col mondo!

 

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La felicità     di essere guardati


Un bene più grande e un disegno d’amore

 


Giusi Musumeci è protagonista e autrice del libro “Amata da sempre” che racconta la sua storia di figlia adottiva e di parte del percorso che, insieme al marito, l’ha portata all’adozione di due ragazzi colombiani come lei. Grazie alla sua preziosa testimonianza, abbiamo raccolto alcune suggestioni emerse dal dialogo con lei anche in occasione dell’evento “Essere madre e figlia adottiva” svolto, il 3 febbraio scorso, presso il nostro ente con la presenza di coppie in attesa di adozione e di famiglie adottive.

 

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Certificazione per idoneità all’adozione

 

 

 

A cura di: Mauro Marin Direttore Distretto Sanitario Urbano di Pordenone – ASS n.6 Friuli Occidentale
Key words: adozioni, normativa

L’istituto dell’adozione ha lo scopo di assicurare ad ogni minore in stato di abbandono definitivo il diritto ad una famiglia sostitutiva idonea ad educarlo e accudirlo affettivamente ed economicamente per favorire la sua crescita psicofisica. Il percorso è regolamentato dalla legge n.184 del 1983 per le adozioni nazionali e dalla legge n.476 del 1998 per le adozioni internazionali con cui l’Italia ha aderito alla Convenzione dell’Aja del 29.05.1993 sulla tutela dei minori e per la solidarietà sociale verso l’infanzia abbandonata(1) e infine dalla legge n.149 del 28 marzo 2001.
    
La legge n.476/1998 ha disposto norme di cooperazione tra autorità italiane e straniere dei paesi d’origine dei minori da adottare, la costituzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri di una Commissione per le adozioni internazionali che autorizza e certifica la conformità delle procedure seguite alle disposizioni della Convenzione dell’Aja, il ricorso ai soli Enti autorizzati per svolgere le pratiche di adozione internazionale e vigilare sui trasferimenti degli adottati in Italia (2).
La legge n.112 del 12 luglio 2011 ha istituito l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (3) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per favorire la promozione della tutela dei minori anche riguardo all’adozione e all’affido.

I coniugi che intendono adottare possono manifestare la propria disponibilità all’adozione nazionale, cioè ad adottare un minore italiano o straniero dichiarato adottabile in Italia. Possono altresì manifestare la propria disponibilità all’adozione internazionale, chiedendo l’idoneità esclusivamente al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza. Devono essere presentate istanze distinte, ognuna correlata da opportuna. Tutti gli atti ed i documenti allegati alle domande di adozione vanno prodotti in carta libera e vanno presentati personalmente in Cancelleria. In pratica, la coppia di coniugi che decide di iniziare le procedure per l’adozione nazionale e/o internazionale deve presentare una domanda al Tribunale locale per i Minori, allegando la documentazione richiesta (4).
Tra i vari documenti è richiesto un certificato rilasciato dal medico curante contenente l’anamnesi della persona con precisazioni per le seguenti patologie: Cardiopatie; Patologie autoimmuni; Patologie oncologiche; Patologie infettive (HIV, lue, epatiti, ecc.); Patologie psichiatriche, alcolismo, tossicodipendenza; Patologie genetiche; Patologie Neurologiche e/o epilessia.( fac simile)
Il predetto certificato deve altresì contenere l’attestazione da parte del medico per cui si escludono, sulla base dei dati clinici, anamnestici, e strumentali sopra indicati, patologie fisiche e psichiche croniche o potenzialmente evolutive di tipo invalidante. Il certificato, come tutta la documentazione inerente alle procedure di idoneità, è esente da spesa da parte del richiedente (cod. EsenzioneI01)
Presupposto essenziale perchè vi sia un procedimento di adozione è la dichiarazione del Tribunale di stato di abbandono irreversibile del minore e la valutazione di idoneità dei coniugi richiedenti, attraverso indagini socio-sanitarie e di polizia locale  Il percorso verso l’adozione non è un semplice iter burocratico, ma la promozione di una legittimazione interiore a diventare genitori veri di un figlio fatto da altri e abbandonato che ha diritto di avere dei genitori adeguati con una realistica consapevolezza del loro ruolo e dei loro limiti.
Il Tribunale dei Minori attribuisce infine agli adottati il cognome del padre adottivo e lo status di figli legittimi con tutti i diritti e doveri correlati, inoltre riconosce la cittadinanza italiana ai minori stranieri adottati.

Lettera aperta a una donna che non ha riconosciuto il proprio nato e vuole continuare a restare anonima

Lettera aperta

a una donna che non ha riconosciuto il proprio nato e vuole continuare a restare anonima

 

Autrici: Donata Nova e Frida Tonizzo

 

Vorremmo esprimere la nostra solidarietà alla donna che, restata incinta 29 anni fa, a 18 anni a seguito di una violenza, ha scelto di portare a termine la gravidanza e di non riconoscere la bimba che ha messo al mondo: contattata dal Tribunale per i minorenni dopo tanti anni su richiesta della sua nata, ha manifestato la sua volontà di non volerla incontrare avvalendosi di un diritto all’anonimato che lo Stato le aveva garantito per cento anni.

 

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LA CULTURA DELL'AFFIDO

Per promuovere la cultura dell'affido.

 

Intervista alla pedagogista Maria Galeazzi, in vista dell'evento dell'associazione Amici dei Bambini in programma a Milano, dal titolo "Dammi la tua parola... per l'accoglienza”.

            Nel nostro paese la cultura dell’accoglienza vive un momento di torpore e di difficoltà. Sono necessarie tante iniziative per risvegliare la consapevolezza e la necessità all’attenzione amorevole verso il prossimo, soprattutto se si parla di bambini o adolescenti che vivono gravi disagi familiari. (…)

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