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Le 8 mosse della resilienza

 

Uno strumento di riflessione per restare in equilibrio nei momenti di difficoltà

 

 

Autrice: Francesca Girelli 

          Quando le persone sono immerse in eventi traumatici e destabilizzanti reagiscono con forti emozioni, reazioni talvolta non adattive e idee di sé e della realtà in parte non corrispondenti al vero.

           Per aiutare i soggetti che attraversano questi momenti si è ritenuto utile costruire uno strumento di riflessione che li guidasse attraverso diverse tappe di consapevolezza. Questa idea nasce dal desiderio di estendere il lavoro che viene svolto generalmente nella seduta psicoterapeutica anche all’interno della quotidianità del paziente, attraverso una sorta di piano facilmente ricordabile e di breve durata. Il modello che qui si presenta costituisce quindi un esempio di strumento ideato con questa finalità. Per rendere ancora concreta e facilmente ricordabile la sequenza di questo processo di riflessione, è stata immaginata come una sorta di danza in cui il soggetto si sposta in maniera codificata all’interno di una scacchiera costituita da 8 caselle che contornano la posizione di partenza del soggetto stesso. Ogni casella è costituita da uno stimolo di riflessione che aiuta il soggetto a prendere in considerazione diversi ambiti di esperienza per padroneggiare la situazione che sta vivendo e giungere, al termine di questa operazione mentale, a pianificare azioni concrete da intraprendere. Il presente strumento è stato utilizzato in diverse situazioni sia di colloquio individuale che di lavoro preventivo di gruppo con pazienti o studenti e insegnanti. Da queste prime esperienze si è ricavata una sostanziale utilità e applicabilità di questo processo di riflessione, che dopo averlo appreso e utilizzato più volte con la guida del terapeuta, comporta un impegno di tempo abbastanza contenuto.

          Esaminiamo ora i passi di questa sequenza, che si snoda in movimenti che potrebbero essere solo immaginati o anche svolti realmente e che verranno descritti nella parte finale di questo contributo.

Le caselle del  “percorso” sono 8:

 

1.        Cose fuori controllo: Individua le cose che non puoi controllare e che ti suscitano ansia o rabbia Prendi nota di uno o più di questi fatti. Riconosci che è inutile spendere energie di pensiero per questo tipo di aspetti

2.        Cose che posso controllare: Individua invece ora alcune cose che dipendono da te e che puoi controllare. Segnati uno o più di questi aspetti

3.        Ascolto i pensieri e le emozioni: Cerca di notare i tuoi pensieri e le tue emozioni, come se fossi uno spettatore che le osserva. Non giudicarle e limitati a riconoscerle. Prendi nota di quanto hai osservato.

4.        Ascolto il mio corpo: Cerca di percepire le tue sensazioni corporee, come il respiro, la tensione dei muscoli, il battito cardiaco. Ascolta ciò che provi senza volerlo cambiare, perché queste reazioni sono naturali.

5.        Riconosco le mie risorse: Pensa agli aspetti positivi di te stesso, alle tue risorse. Cerca di esprimere un pensiero gentile e di valorizzazione rivolto a te. Scrivilo su un foglio

6.        Riconosco le risorse esterne: Pensa alle risorse e alle opportunità che la realtà esterna ti offre, sia fisiche che legate ai rapporti personali e a quelli sociali. Annota alcune di queste.  

7.        Riconosco i miei valori: Individua i valori importanti per te, le cose che vorresti perseguire e la persona che vorresti essere. Segna alcuni di questi.

8.        Azioni concrete: Individua alcune azioni concrete o atteggiamenti o comunicazioni che potresti attuare per realizzare in una certa misura i tuoi valori. Indica un paio di queste azioni.

 

 

 

          Ogni casella contiene domande stimolo a cui il soggetto deve rispondere ed eventualmente appuntarsi le risposte nella scheda riassuntiva. Le 8 caselle seguono il seguente criterio di scansione.

           La prima e la seconda tendono ad aiutare il soggetto a riconoscere e distinguere gli aspetti della realtà che sono sotto il suo controllo rispetto a quelli che invece non può far altro che riconoscere ed accettare. Questa dimensione è particolarmente cruciale in quanto un aspetto decisivo dei processi di adattamento è la capacità di accettare la realtà per come si presenta nelle sue forme irreversibili e date oggettivamente e nello stesso tempo individuare in essa quegli aspetti che possiamo attivamente modificare. Tenere insieme questa apparente contraddizione, ciò che devo accettare e ciò che posso modificare, costituisce un aspetto strategico di ogni processo di adattamento.

          La terza e la quarta casella invece tendono ad invitare il soggetto a compiere un esercizio di consapevolezza sul “qui ed ora” molto simile alla pratica della mindfulness: la prima sulla dimensione mentale (pensieri ed emozioni), la seconda sulla dimensione fisica-percettiva (corpo).

           La quinta e sesta casella toccano invece gli aspetti delle risorse interne ed esterne ed hanno lo scopo di aiutare il soggetto a riconoscere le proprie qualità personali e alcune opportunità o elementi di supporto presenti nel proprio ambiente. Queste due ultime caselle sono importanti in quanto nelle fasi prova e di fronteggiamento delle difficoltà si rischia spesso di veder prevalere gli elementi negativi e svalutativi.

          Infine, le ultime due caselle rappresentano l’asse dell’azione, ovvero la possibilità di riconoscere quali sono i valori e le cose importanti da sviluppare e contemporaneamente quali sono le azioni concrete da mettere in campo per dare corpo a tali obiettivi.

          Per dare un’indicazione metaforica che descriva questi passaggi nello schema, propongo la seguente immagine: nel quadrante la riga in alto simboleggia l’orizzonte, ovvero come io guardo la realtà e come in essa mi muovo; la riga centrale rappresenta il terreno, ovvero la consapevolezza di dove ci si trova in questo momento e ciò che si prova, la riga in basso rappresenta le radici, ovvero le risorse e i valori che custodiamo, che ci alimentano e ci spronano a perseguire i nostri scopi.

Il programma di riflessione si conclude proprio con quest’ultima puntualizzazione su ciò che nella giornata o nel tempo presente il soggetto può fare per realizzare i propri valori. In sostanza quindi, questo movimento riflessivo ha lo scopo di aumentare la consapevolezza dello stato attuale in cui vive il soggetto, permettergli di ritrovare risorse personali e sociali e incoraggiarlo ad un’azione definita e realistica.

 

Dott.ssa Francesca Girelli

Psicologa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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