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Hypno-birthing (Ipno parto)

 un valido sostegno durante il travaglio ed il parto.

 Perché non usarlo anche in gravidanza e nel post parto!

 

 

Autrice: Alessandra Venegoni

              La tecnica dell’Hypnobirthing (traduzione letterale ipnoparto) non è molto diffusa in Italia, proviene dal mondo anglosassone dove è fortemente praticata ed il protocollo è diffuso da molti anni. Tale metodo affonda le sue radici nel lavoro del Dr Granteley Dick-Reid, ginecologo inglese, il quale pubblicò un libro “Childbirth without fear” (Nascita senza paura) nel 1933, ipotizzando che quando una donna sia spaventata durante il travaglio, il sangue venga deviato dall’utero verso gli organi periferici e quindi la paura e la tensione le causino dolore. 

 

 

              Colleghe ostetriche, che lavorano a Londra, riferiscono una forte differenza nell’assistenza ai parti con questo metodo.

Sentendo il termine si potrebbe pensare ad un metodo di ipnosi o uno stato alterato di coscienza, invece si tratta semplicemente di un metodo di meditazione profonda, da applicare in autonomia, nella piena consapevolezza di sè e che può fornire molti benefici alle future mamme. È una tecnica di preparazione al parto basata su evidenze scientifiche.

 

Si tratta di un percorso da praticare fin dalla gravidanza affinché si possa vivere l’esperienza del parto, naturale o cesareo, come positiva e serena, risultando essere di supporto anche durante il puerperio. È un programma di educazione prenatale grazie al quale i futuri genitori acquisiscono conoscenze e mezzi per poter affrontare il momento del parto con la giusta serenità, trasformandolo in un’esperienza positiva.

Il meccanismo sul quale si basa questa tecnica è il concetto che durante travaglio e parto ciò che dobbiamo debellare sono le situazioni di paura, ansia, tensione e disagio. Queste sensazioni portano al rilascio di ormoni ostacolanti il parto, ovvero l’adrenalina, l’ormone della paura che rischia di scatenare la cosiddetta reazione “attacco o fuga” attivando braccia e gambe e togliendo preziosa energia all’utero. Questi ormoni tendono a rallentare e bloccare il parto affinché la donna possa mettere in atto il meccanismo di difesa contro il pericolo percepito. Quando una donna è sostenuta, a suo agio, accolta, rilascia gli ormoni del benessere, antidolorifici naturali i quali determinano il rilassamento e la distensione dei muscoli, facilitando il parto.

              La tecnica insegna quindi alle donne ad avere maggiore consapevolezza del proprio corpo, affinché possano comprendere che il parto è un processo naturale permettendo così di raggiungere autonomamente la padronanza dei propri meccanismi psicofisici.

Il primo passo è sicuramente approcciarsi a tutto ciò che ruota attorno a travaglio e parto in modo positivo, iniziando anche dalla terminologia usata. L’uso delle parole riesce a cambiare il modo in cui vediamo il mondo, questo ci permette di percepire quanto mente e corpo siano connessi.

              Parlare di contrazioni può avere una connotazione negativa, è un termine molto duro per i suoni che contiene, durante i corsi di Hypnobirthing sentirete infatti parlare di onde è così si farà durante il momento della nascita. Fondamentale è che una donna prenda decisioni giuste per sè, che vengano accolte, ascoltate con rispetto e che le mamme comprendano ciò che stia accadendo durante il parto. I processi mentali che sperimentiamo, in questo caso durante travaglio e parto, determineranno se questa esperienza sarà per noi positiva o negativa.

 

Ciò che si apprende durante un percorso di Hypnobirthing è:

Durante il travaglio dobbiamo evitare di fare entrare nella mente immagini intrusive (viste in tv oppure raccontate da amiche e parenti) e cercare di visualizzare immagini che siano per noi rilassanti. Ciò che dovremo cercare di immaginare sono situazione che tendono verso l’alto, come l’alba, una mongolfiera, le bolle di sapone, questo perché l’utero durante il travaglio compie un movimento verso l’alto e pensando nella sua stessa direzione lo aiutiamo a procedere

              L’hypnobirthing è una metodologia che si può applicare a qualsiasi tipo di parto, anche a quello cesareo, garantendo una migliore accettazione dell’intervento, dell’anestesia ed un migliore recupero post operatorio.

 

              Una buona preparazione al parto può prevenire un eventuale esperienza traumatica, consentendo un’esperienza positiva del travaglio, così da poter anche ridurre cali di umore nel periodo post parto, prevenendo le depressioni post partum e i baby blues. Inoltre, le tecniche possono essere usate nella vita di tutti giorni qualora si presentassero pensieri negativi o situazioni di stress, e in particolare nella vita da genitore.

In Italia l’ipnoparto non è molto diffuso. Esistono però terapeuti privati adeguatamente formati ai quali le future mamme possono rivolgersi per apprendere le tecniche e la metodologia, si tratta di psicologi o ostetriche. Un’eccezione tra gli ospedali nazionali è l’ospedale Mauriziano di Torino, grazie alla presenza di ostetriche formate.

Il periodo migliore in cui partecipare ad un corso Hypnobirthing è dalla ventesima settimana di gravidanza, così da poter poi praticare quanto appreso. Fortemente consigliata la presenza del compagno che potrà essere di grande supporto nell’applicazione delle tecniche insegnate. Potrà così comprendere come partecipare alla nascita del proprio cucciolo ed acquisire la piena consapevolezza dell’importanza del suo ruolo, con conseguenze positive sulla relazione di coppia e sul rapporto padre-figlio.

 

Alessandra Venegoni

Ostetrica del Consultorio