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Scienza e fede in tempo di Covid

 

Autore: Paolo Gibelli

La stagione che viviamo, segnata da questa pandemia che sembra interminabile, ha ravvivato il dibattito e il confronto tra la scienza e la fede, che pareva ormai assopito. Nel 1998 il Papa San Giovanni Paolo II scrisse l’Enciclica “Fides et Ratio” (Fede e Ragione) nella quale affermava che la fede e la ragione sono come le due ali con cui lo spirito umano spicca il volo nella ricerca della verità. Nel clima odierno, carico di tensioni e di contrapposizioni, vi sono dei credenti che tendono a svalutare il contributo della scienza a partire da un irrazionale riferimento alla fede. Mi è capitato di ascoltare frasi come questa: ”Non abbiamo bisogno del vaccino, ci basta la fede a proteggerci”. Questo modo di pensare e di agire in realtà non è guidato dalla fede, la quale valorizza sempre il contributo della ragione, ma dal fideismo, cioè da un affidamento cieco che rifiuta i mezzi e le mediazioni umane. La vera fede cristiana, proprio credendo nel Verbo divino che si è fatto carne, valorizza ed apprezza tutti gli strumenti e i mezzi umani. La ragione umana applicata alla scienza e la retta fede non sono mai in contrapposizione perché si basano su due aspetti della stessa verità. La verità scientifica indaga sulla realtà creata, sulla composizione della materia, sulla vita delle cellule, dei microorganismi come i virus e ricerca quindi i mezzi per prevenire, curare e arginare le malattie. Dobbiamo essere molto grati e riconoscenti verso gli scienziati che hanno scoperto i vaccini che hanno debellato tante malattie che un tempo hanno provocato molte vittime. Proprio per questo dovremmo impegnarci maggiormente perché siano diminuite le spese per gli armamenti e siano invece aumentati gli investimenti per la ricerca e la sanità. Certamente la scienza ha i suoi limiti e l’esperienza attuale lo dimostra.

Essa inoltre non può affermare nulla circa il senso della vita e della morte, sul valore delle relazioni e sulla valutazione etica dell’agire umano. Qui, per chi è credente, subentra la fede, la quale è come una luce che illumina il senso della vita e della morte, infonde nuovo significato all’amore umano e all’impegno di custodire e salvaguardare l’ambiente in cui viviamo, infonde nuove motivazioni per il rispetto, il servizio e la tutela della vita umana. Ciascuna delle due, dunque, rispetti e valorizzi il contributo dell’altra e allora lo spirito dell’uomo potrà procedere spedito e sicuro alla ricerca della verità e del bene.

                                                                                                            Paolo Gibelli

                                                                                    Medico e Parroco - Suzzara (Mn)

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