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Anime gemelle… o quasi - Piccolo viaggio nella relazione di coppia tra attese e costruzione del rapporto

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Anime gemelle… o quasi

 

Piccolo viaggio nella relazione di coppia tra attese e costruzione del rapporto

 

Prima di parlare di coppia è importante parlare dell’individuo (del singolo individuo). Uno dei temi più delicati ma anche più interessanti delle relazioni umane, e del rapporto di coppia, è quello delle differenze. Nella relazione di coppia esiste un aspetto legato alle attese che ognuno di noi costruisce in base alle esperienze vissute, innanzitutto nella famiglia di origine che è il primo gruppo d’appartenenza. Questo immaginario di coppia si forma a partire da quella dei nostri genitori; da qui si costruisce un’immagine di noi stessi e del partner “ideale”. Esiste quindi una prima differenza radicale quella tra l’immagine dell’altro nella nostra mente e la persona reale che abbiamo davanti. Un’altra differenza è nello sguardo sui fenomeni o sulle situazioni. Per fare un esempio molto semplice, guardando una stessa fotografia ognuno vede e coglie qualcosa di diverso.

 

 

Spesso s’immagina che sia ottimale che le due parti siano uguali. Sebbene ci sia questa sorta di mandato o modello ideale, non solo è impossibile che due persone siano uguali, ma spesso anche negativo e forse… noioso. Per quanto i partner possono appartenere alla stessa cultura o allo stesso contesto sociale, nella loro vita insieme dovranno comunque fare i conti con le differenze fra loro. È questo l’aspetto più ricco dello spazio che si costruisce fra le persone, delle relazioni 

Da uguali a “alla pari”
Più che desiderare di essere uguali, si può iniziare a considerare di essere “alla pari”. Una lettura diversa dell’anima gemella potrebbe essere, infatti, quella di pensare che la coppia sia composta di due persone che sono alla pari. In spagnolo la parola pareja, che significa coppia, proviene del verbo pareggiare. Il pensiero che “gemella” possa rimandare all’idea che le due parti sono alla pari (invece che uguali) rimanda, in modo più immediato, a una questione di posizione, di diritto e di valore; cioè rende più evidente che non esiste una parte che decide e un’altra che esegue, ma che entrambe le parti costituiscono il “nuovo” insieme.

Ricchezza e fatica

Pensare alle differenze è faticoso soprattutto perché, nelle nostre fantasie, se l’altro la pensa come noi, tutto è più facile, ci sembra di poterci sentire in accordo e idealmente in sintonia. Diversamente, pensare alla differenza rimanda a qualcosa di sconosciuto, qualcosa di diverso che quindi comporta un nostro sforzo per essere capito, accettato, accolto. L’aspetto delle differenze costituisce sicuramente uno stimolo alla curiosità che, a sua volta, dà energia e vitalità alla coppia. A seconda del momento però può essere colto come elemento arricchente, ad esempio nella fase dell’innamoramento quando è bello pensare che il partner abbia delle caratteristiche che io non ho, oppure come elemento di criticità, quando delle differenze si coglie solo l’aspetto faticoso e trovare una sintonia non è facile.

Proiezioni e frustrazioni

L’universo di fantasie, determinate dalle proiezioni del nostro mondo interno, dalla nostra storia familiare, dal rapporto con i modelli genitoriali, spesso non permette di vedere la persona reale che abbiamo davanti. Questo insieme di fantasie e proiezioni può impedirci di valorizzare e apprezzare l’altro per quello che è. Il paragone costante con questo ideale, che diventa un modello in cui l’altro dovrebbe incastrarsi, è perdente, genera una crescente frustrazione e alimenta il disagio dentro la coppia.

Lo spazio del noi

Essere in coppia comporta o implica lo sforzo di una co-costruzione, dove opera una terza logica che contiene le differenze fra i due individui o i due “uno”. Il delicato equilibrio fra “la logica individuale” e “la logica del due” è un lavoro psichico. La logica del due, che possiamo anche chiamare “lo spazio del noi” esiste se sono in grado di accettare che la mia versione non sia l’unica. Se sono capace di pensare che esista la mia versione e quella dell’altro e che entrambe sono vere. Diversamente, se penso che il mondo sia fatto in un solo modo, il mio, applico la logica del uno. La relazione di coppia inevitabilmente ha bisogno di uno spazio fatto di logica del due e non di logica del uno. Da questo poi si costruisce un terzo spazio, che è quello della relazione; tuttavia lo spazio “fra” due persone, la logica del due, non deve perdersi, altrimenti la fantasia è che uno prevalga sull’altro e si torna al uno.

La coppia e il Covid

L’arrivo del Covid è stato un evento destabilizzante da tanti punti di vista e ha inciso sulle relazioni familiari e di coppia. Possiamo dire che il Covid ha contribuito a interrompere o a rompere una quotidianità che, in qualche modo, “teneva insieme” le cose anche dentro la coppia. La routine permetteva forse di velare quello che non funzionava o non andava bene, la quotidianità e l’abitudine offrivano rifugi per l’individualità. La pandemia e il lockdown hanno spazzato via questo velo, costringendoci a fare i conti con le relazioni reali, scoprendo sia risorse, potenzialità e vitalità sia fragilità, paure e limiti delle coppie.

Alcune coppie si sono trovate isolate o estranee, altre invece hanno potuto attivare o riattivare la creatività e costruire un nuovo dialogo. In altri casi le vie di fughe si sono ricreate nella relazione anche dentro le mura di casa.

Crisi: occasione non verdetto

Esiste un pregiudizio negativo quando si pensa alle crisi e ai conflitti. La crisi è un momento in cui si accetta che quello che andava bene prima non funziona più, è una presa di coscienza, la consapevolezza di un disagio che si vive, ad esempio di fronte a un cambiamento o a un evento. Questo non è di per sé negativo perché abbiamo bisogno di cambiamenti e, spesso, pretendere di rimanere sempre uguali a prima, di essere nello stesso modo non è sano. Un conflitto è dunque un momento di contrasto e di tensione a causa di una differenza, differenza che sembra creare una situazione di stallo o un blocco. La crisi però può essere anche un elemento “positivo”, l’occasione per mettere in discussione la propria logica e, aiutandosi con quella dell‘altro, creare qualcosa di nuovo, rimisurarsi e ritrovarsi.

 

La coppia perfetta

Ogni giorno esiste una novità nelle relazioni, nel matrimonio, e in questo modo i patti e gli accordi in un rapporto di coppia si modificano nel corso del tempo. Sono processi, adattamenti, cambiamenti vissuti in maniera “naturale”, senza arrivare alle situazioni di disagio e malessere della crisi.  A mio parere non esiste la coppia perfetta, esiste la coppia ed esiste la coppia che “non è coppia”, cioè quella nella quale sfuma il concetto di “alla pari” e invece dello spazio del noi, in cui sempre si intrecciano le differenze individuali per costruire creativamente la relazione, prevale la logica dell’uno.

 

Maria Gabriela Sbiglio

 

Rivista La Casa, aprile 2022

 

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