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Coppia e instabilità del matrimonio.

 

Una lettura “consultoriale” della esortazione apostolica Amoris Laetitia

 

 

Autore: Gabrio Zacchè

Due libri mi hanno formato su questi temi. Il primo - L’arte di amare dello psicanalista Erich Fromm - è stato molto utile durante la mia prima giovinezza nel darmi consapevolezza per la personale vita affettiva. Questo il messaggio: l’amore è indispensabile all’esistenza, eppure in molti casi si ignora il suo vero significato. Per lo più l’amore viene scambiato con il bisogno di essere amati, così che da atto creativo si trasforma in un tentativo egoistico di piacere. Il vero amore, invece, è un sentimento molto più profondo, che richiede sforzo e saggezza, umiltà e coraggio, ma soprattutto è qualcosa che si può imparare.

 

 

Il secondo, scoperto quando ero già professionalmente impegnato, è Amore. Come stare insieme tutta la vita dello psicologo Valerio Albisetti (1992). Il messaggio è questo: l’innamoramento realizza i propri bisogni, inizia e termina nelle illusioni e nel sesso. L’amore, invece, proprio perché inserito in un cammino di crescita psico-spirituale, pur affondando le radici nel suo desiderio vitale, nell’attrazione fisica, obbliga a uscire da una logica individualistica, verso una logica di accoglienza, di ascolto, di servizio nei confronti dell’altro/dell’’altra.

A tal proposito ecco la riflessione scritta da una giovane alla conclusione di un nostro corso: “In molti crediamo di amare, e molto, ma pochissimi sanno amare, e molti di meno ancora sanno cosa è essere amati ed amare. Tutti diciamo che l’amore si riconosce dalla passione, ma questa è solo un catalizzatore dell’amore. Tutti diciamo che per l’amore non basta l’affetto, eppure l’affetto è la base dell’amore. Da mille e mille anni l’uomo si chiede cosa è l’amore. Molti di quelli che pensano di farlo, lo fanno forse solo edonisticamente: è per questo che tanti amori oggi spesso finiscono, perché mai sono iniziati, perché mai sono stati innaffiati, ma abbandonati a sé stessi”.

2. Queste conoscenze psicologiche, antropologiche e sociali sui vissuti dell’amore fondano la lettura che noi facciamo della famiglia contemporanea, caratterizzata da instabilità con conseguenti criticità, separazioni e divorzi. La nostra mission è educare, formare, far cultura, accompagnare, far capire, nel rispetto della libertà di ciascuno.

Nelle coppie vi è molta ingenuità, direi “candore”. I condizionamenti esterni sono fortissimi, ed è fondamentale l’avere maturità e consapevolezza delle dinamiche relazionali in gioco.

Un aspetto prevalente della mentalità di oggi è l’individualismo. Un’enfasi estrema sulla libertà intesa come autonomia assoluta, nel senso latino di ab-soluta, svincolata da ogni rimando che non sia il soggetto stesso, escludente ogni relazione che crei obblighi con chi è diverso da sé. Una libertà senza riferimento a un sistema di valori che trascenda l’individuo. E’ il soggetto che crea i propri valori, poiché ogni valore è relativo (relativismo) ed il criterio ultimo del bene è l’autorealizzazione, quindi il soddisfacimento dei propri desideri e bisogni.

Seguiamo coppie che scoppiano talvolta anche poco dopo essersi sposate. Si tratta di coppie giovani che subiscono una realtà dove tutto è provvisorio e precario, a cominciare dal lavoro, dove si vivacchia senza mai decidere, dove vivere in armonia con sé stessi e gli altri diventa un mito; dove il generare non sempre è vissuto in modo responsabile. Quante volte vengono da noi senza mettere in discussione le loro scelte di separazione, pensando che questa sia innocua per i figli piccoli, sperando che noi possiamo seguirli nel loro maturare così da evitare loro la sofferenza, mentre la coppia, senza consapevolezza della gravità, li mette l’uno contro l’altro genitore.

Queste coppie non prevedono il carico di sofferenza aggiuntivo che ci sarà anche nella propria vita, il danno anche materiale che al singolo ne deriva, senza quella solidarietà economica, ad esempio, che nel contesto attuale è anche fonte di benessere.

Il dissidio, i risentimenti e le conseguenti sofferenze interiori in molti casi continuano anche una volta effettuata la separazione, poiché alla separazione legale non corrisponde quasi mai la separazione affettiva e psicologica.

La libertà ritrovata li espone poi a nuove avventure sentimentali che li lasciano alla fin fine sempre più soli, specie quando interviene la malattia. In queste circostanze non aiuta certo il nuovo amore-passione che ha fatto scoppiare la relazione precedente.

Sembra razionalmente assurdo, ma molti si sono sposati senza conoscersi, concentrati come sono sugli aspetti piacevoli ed attraenti della relazione.

3. Cosa aiuta la stabilità della coppia?

Va premesso che nel corso del tempo, gli elementi più appariscenti dell’iniziale vita in comune (aspetto fisico, attrattiva, piacere, intesa sessuale) tendono a decadere e richiedono pertanto la presenza di altri parametri: i valori, la conoscenza e la comprensione dell’altro, l’educazione comune dei figli, e, perché no, le necessità economiche. La loro assenza si fa sentire nel momento della crisi: la vita di coppia conosce tappe differenti e richiede di rimotivare a più riprese la scelta compiuta.

 

Per superare il logorio del tempo noi insegniamo:

 

- A recuperare la comunicazione, evitando che la persona amata pian piano diventi

estranea.

- Ad ascoltare. L’ascolto è indispensabile per la qualità della relazione.

- A perdonarsi. La vicinanza affettiva aiuta a perdonarsi.

- Ad accettare realisticamente i conflitti. Fanno parte della vita.

Importante è che ci sia il desiderio reciproco di venirsi incontro.

- Ad impegnarsi. L’affetto esprime il meglio di sé quando è unito alla volontà.



4.Guardando l’esortazione apostolica, ci troviamo in perfetta sintonia. Si descrive il contesto familiare come noi operatori quotidianamente sperimentiamo, in un’ottica realistica, mentre i valori di riferimento sono gli stessi che anche noi proponiamo come consultorio di ispirazione cristiana.

Così leggiamo:

Circa l’amore e la reciproca conoscenza:

- “L’amore ha bisogno di tempo disponibile, che metta altre cose in secondo piano … A

volte il problema è costituito dal ritmo frenetico della società” (AL 224).

- “Molti arrivano alle nozze senza conoscersi. Si sono solo divertiti insieme, hanno fatto

esperienza insieme, ma non hanno affrontato la sfida di mostrare sé stesi e di imparare chi è

realmente l’altro” (AL 210)

Circa la sfida delle crisi:

- “La reazione immediata è fare resistenza … si usa il metodo di negare i problemi, nasconderli, relativizzare la loro importanza … In una crisi non affrontata, quello che più si compromette è la comunicazione … In tal modo quella che era ‘la persona che amo’ a poco a poco … diventa alla fine un estraneo” (AL 233).

 

 

Circa i figli:

- “E’ irresponsabile rovinare l’immagine del padre o della madre con l’obiettivo di accaparrarsi l’affetto del figlio, per vendicarsi o per difendersi, perché questo danneggerà la vita interiore di quel bambino e provocherà ferite difficili da guarire” (AL 245).

E così via, con proposte concrete su cui riflettere e confrontarsi che riguardano la pastorale famigliare e non solo.

5.Noi, come consultorio voluto inizialmente dal CIF (Centro Italiano Femminile) alla fine degli anni ’60, quando la crisi della famiglia iniziava ad affacciarsi anche in Italia, abbiamo ampliato e perfezionato le nostre riposte.

Inizialmente si voleva creare un luogo dove la persona in difficoltà potesse incontrare professionisti esperti nell’affrontare problematiche personali, di coppia o generazionali. Poi, pur mantenendo questa fondamentale attività, abbiamo esteso l’impegno alla formazione prematrimoniale (sia nelle parrocchie che in ambienti laici), all’educazione all’affettività nelle scuole (non solo informazione sessuale), alla preparazione alla genitorialità nelle gravide (non solo preparazione al parto in sé) coinvolgente sempre anche la figura maschile.

Oggi ci rivolgiamo con incontri aperti anche ai genitori di adolescenti, guidiamo incontri per persone separate, siamo disponibili, seguendo le indicazioni del nostro Sinodo Diocesano, per contribuire alla formazione di operatori della pastorale famigliare, capaci di accompagnare con competenza giovani, famiglie e coppie in difficoltà.

Gabrio Zacchè

Per saperne di più:

Giovanni Cucci, La coppia e la sfida del tempo. In Civ. Cat. 2016, IV, 114-130

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