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Pavimento pelvico: questo sconosciuto!

 

 Autrice: Alessandra Venegoni

1.Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, fasce e tendini, posti alla base della cavità addomino-pelvica, compresi tra il pube ed il coccige, in esso terminano tre canali: l’uretra, la vagina e il retto; ha la forma di una cupola rovesciata, ricorda un’amaca, sostiene infatti tutto ciò che ne sta al di sopra, è la zona anatomica che viene appoggiata sul sellino della bicicletta.

2.Il pavimento pelvico ha svariate funzioni, di sostegno, come abbiamo già accennato, di sospensione mantenendo in sede i visceri pelvici, di statica pelvica mantenendo il perfetto equilibrio tra gli organi, permette la continenza urinaria, la continenza fecale, è coinvolto nella percezione sessuale ed è complice nella progressione e nell’ espulsione del feto al momento del parto.

3.Per mantenere il perineo in salute è bene avere una buona funzionalità intestinale (mangiare cibi ricchi di fibre, bere molta acqua), controllare il peso, evitare di fumare (il fumo può provocare tosse cronica), evitare di sollevare pesi eccessivi, fare esercizi e massaggi perineali quotidianamente.

4.I fattori di rischio che possono compromettere la buona funzionalità del pavimento pelvico sono l’eccessivo aumento di peso, le sollecitazioni che portano ad un aumento di pressione pelvica (tosse prolungata, sollevamento pesi), stitichezza (causa e conseguenza), interventi chirurgici, le modificazioni ormonali dovute alla menopausa.

La gravidanza rappresenta una fase delicata per questo muscolo per lo spostamento del baricentro, dovuto all’aumento ed alla variazione della distribuzione del peso, e per i cambiamenti ormonali, in particolare l’aumento del progesterone che comporta un rilassamento muscolare, inoltre durante il periodo espulsivo del parto le fibre del pavimento pelvico vengono stirate dalla compressione della testa fetale.

5.Se il pavimento pelvico non viene mantenuto in buona salute, possiamo andare incontro ad ipotono (lassità) dei tessuti la cui conseguenza possono essere prolassi (vescica, utero, retto), incontinenza (urinaria, gas, fecale), ad ipertono (eccessivo tono) con derivata stitichezza, dolore durante i rapporti sessuali, fino ad arrivare al dolore pelvico cronico.

Non venendo inoltre garantito il corretto apporto di sangue a livello pelvi-perineale ne consegue uno scarso nutrimento ed irrorazione della mucosa genitale che potrebbe causare emorroidi, cistiti, vaginiti e secchezza vaginale. 

6.Fondamentale come prevenzione è la presa di coscienza di questa zona, sia a livello propriocettivo che in modo attivo, riuscendo a reclutare questi muscoli, contraendoli e rilassandoli. Sono inoltre raccomandati esercizi per il pavimento pelvico in preparazione al parto (riducendo le probabilità di lacerazione dei muscoli durante la fase espulsiva) e nel post partum.

7.Nel caso in cui insorga però un problema è necessario rivolgersi ad un terapista qualificato, il quale concorderà con il paziente un percorso volto a riportare il muscolo ad una condizione di normotono e di ripresa della funzionalità, attraverso varie tecniche (fisochinesiterapia, biofeedback, elettrostimolazione).

 

Alessandra Venegoni

Ostetrica del Consultorio

 

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