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Atteggiamenti posturali e pavimento pelvico:

preserviamoci quotidianamente!

 

Autrice: Alessandra Venegoni 

Se rivediamo mentalmente il corso della nostra giornata, scopriamo numerose situazioni che gravano sul bacino. Ciò si può evitare facilmente e senza sforzo alcuno, dobbiamo soltanto imparare a svolgere le attività quotidiane proteggendo il perineo (per approfondire il tema perineo vedi Etica, Salute & Famiglia Ottobre 2017).

Postura eretta e andatura: nelle posizioni erette un perineo cedevole determina una postura afflosciata, il peso corporeo non poggia in egual misura sui piedi ma viene sostenuto principalmente dai talloni. Ciò crea un maggiore sforzo a livello perineale, è quindi importante imparare a suddividere il peso in egual misura su tutta la pianta del piede e dirigere la postura eretta con il bacino. In questa posizione avvertiamo una lieve contrazione del perineo, della zona lombare della colonna e degli addominali, spalle e nuca sono invece rilassati.

Sollevare: se occorre prendere qualcosa da terra è opportuno farlo con un movimento sempre costante, invece di piegare la schiena si dovrebbe usare la posizione accovacciata (piegando le gambe e mantenendo la schiena dritta). Se dobbiamo sollevare qualcosa di pesante è importante prima appoggiarla sulle cosce e poi tenerla stretta al corpo con le braccia, al di sopra della linea ombelicale. Se teniamo la schiena dritta il bacino lavora con maggior efficacia.

Trasportare: Come abbiamo appena visto, tutto quello che trasportiamo dovrebbe essere tenuto al di sopra dell’ombelico e più vicino possibile al corpo. Borse della spesa, secchi d’acqua ecc. invece vanno trasportati con le braccia distese, il peso può però far spostare leggermente le braccia in avanti provocando un’incurvatura e una maggior pressione sul bacino, il trucco è di portare le braccia all’indietro in modo che siano le scapole a contrarsi e la schiena non si incurvi.

Attività in piedi: lavare, pulire, stirare ecc. sono attività che gravano sul bacino poiché guardiamo qualcosa che sta in basso, tutto cambia se spostiamo indietro una gamba e facciamo poggiare il peso del corpo sul piede anteriore. Se dobbiamo piegarci di più la gamba portante si può flettere leggermente mentre quella dietro rimane distesa. Quando la gamba portante si stanca si può cambiare piede.

Salire le scale: solitamente salendo le scale andiamo a portare il peso corporeo sul piede che sta sopra, se invece proviamo a premere il piede sul gradino inferiore saliamo le scale più dritte e in modo uniforme. Questo movimento è una buona ginnastica per i polpacci.

Prevenire è meglio che curare, inizia già oggi!!

Alessandra Venegoni

Ostetrica del Consultorio

 

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