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Ostetrica mi dica

 

L’arte di portare i piccoli

 

 

 AUTRICE: Alessandra Venegoni

 

Una volta il portare era un metodo indispensabile per accudire i bambini, portati con sé ovunque. La diffusione di questa pratica deriva da un’esigenza pratica: quella di muoversi con le mani libere per poter cacciare, coltivare i campi o muoversi trasportando merci, tenendo i bambini in sicurezza. Rimanere soli per i bambini voleva dire essere esposti a grandi pericoli.

Si tratta, quindi, di una delle forme più spontanee di comportamento materno presente e riscontrata in molti mammiferi. 

 

 

In passato i bimbi piccoli sono sempre stati portati dai loro genitori, utilizzando supporti diversi nella forma e nel materiale a seconda della cultura e del clima delle diverse parti del mondo.

Oggi l’80% della popolazione mondiale porta i propri bambini. Alcuni usano un semplice pezzo di stoffa, di cui alcune parti fungono anche da vestiti o gonne; alcune popolazioni usano delle pelli d’animali, in Nuova Guinea invece utilizzano un marsupio fatto con una rete, le cui estremità vengono legate sulla testa. In Italia la pratica del babywearing è relativamente recente e per ora non ancora insita nella nostra tradizione.

Ma perché portare i neonati? La pratica del portare rende il passaggio e l’adattamento alla vita extrauterina il meno brusco possibile. Il bambino portato sperimenta la stessa varietà di sensazioni e stimolazioni che sperimentava nell’ultimo periodo di vita intrauterina (sente l’odore, il calore, il battito del cuore, percepisce il movimento, il ritmo, il sostegno, il contenimento, viene massaggiato). Il bambino in contatto con il genitore, contenuto e sicuro, può percepire il mondo in uno stato di rilassatezza, può vivere gli avvenimenti quotidiani, anche quelli più eccitanti, senza sentirsi sperduto o sollecitato da troppi stimoli. Impara a conoscere il mondo non dal basso ma dall’alto. Gli esseri umani che incontra non lo sovrastano ma sono alla sua altezza. Non ha la sensazione di essere piccolo e solo. Può facilmente richiamare l’attenzione su di sé con piccoli gesti, sottili movimenti del corpo o lievi vocalizzi. Non deve piangere forte.

Suggerimenti per un corretto portare

  1. Il sederino del bambino deve essere più in basso delle ginocchia.

  2. Le gambine devono essere divaricate senza forzatura e il tessuto della seduta deve sostenere tutta la coscia andando da piega del ginocchio a piega del ginocchio per la posizione a ranocchio o seduta per i più grandicelli (M position).

  3. Le piante dei piedini devono essere sempre parallele al pavimento.

  4. Il tessuto deve sostenere in maniera uniforme e naturale la schiena in cifosi (C position), testa e collo (fino a metà orecchio).

  5. Il corpo del bambino è al di sopra del baricentro del portatore (sopra l’ombelico).

  6. Il corpo del bimbo deve essere aderente a quello del portatore e tra di loro non ci deve passare un pugno.

  7. La testa del bambino non deve mai essere ripiegata sul petto, ci devono essere almeno 2 dita tra il mento e lo sterno del bimbo.

  8. Il nasino e la bocca del bambino non devono essere ostruiti dal tessuto

  9. Utilizzare un supporto idoneo (tessuto traspirante, colorazione atossica, morbidezza, nessun inserto metallico).

Alessandra Venegoni

 

 

 

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