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I Nonni

 

 

Autrice: Anna Orlandi Pincella 

Sono le 7.30. «Nonna, giochiamo a briscola?» È il mio buongiorno quando i genitori di Giovanni – 5 anni – devono essere al lavoro alle otto. Intanto che il nonno si prepara per portarlo alla scuola materna c’è giusto il tempo per un’Ave Maria e una partita a carte con la nonna: e - chissà perché? - vince sempre lui! E poi, un bacino e via per mano con il nonno. Un ottimo inizio di giornata per tutti e tre.

 

 

Sono fortunati sia i bambini che hanno i nonni vicino, sia i nonni che hanno dei nipotini di cui occuparsi. Vederli crescere accompagnandoli alla scoperta del mondo è una gioia senza nome. È il prolungarsi del mistero della nascita, è il miracolo della misericordia che «di generazione in generazione si stende su quelli che lo temono». Indimenticabile è la commozione ogni volta che una delle mie figlie partoriva. E, quando mi affidavano il piccolo, il mondo spariva e per me c’era solo lui, infinitamente dolce nella sua serena fragilità; e quando si addormentava tra le mie braccia restavo a lungo immobile perché non si svegliasse.

I genitori spesso dicono che i nonni viziano i nipoti, ma questo è vero solo in parte, perché di solito i bambini fanno meno capricci con i nonni che con i genitori: sanno in partenza che i loro desideri saranno esauditi e imparano presto che se la risposta è «no» vuol dire che proprio non si può fare diversamente e che i capricci non cambierebbero la situazione.

A casa loro invece, soprattutto la sera, può capitare che i genitori - stanchi dopo una giornata di lavoro e preoccupati per mille cose - pur di far tacere i bambini si arrendano per sfinimento. E così l’iniziale «no» diventa «sì».

I rapporti dei genitori e quelli dei nonni con i bambini sono diversi: i nonni sono nonni ed è bene che facciano i nonni e non i vice-genitori; non sono loro i primi detentori della responsabilità educativa dei nipoti. I nonni solitamente hanno più tempo e meno preoccupazioni e quindi l’atmosfera della casa è più rilassata: è giusto che non contraddicano i genitori, ma anche che siano più indulgenti, un po’amici e un po’ complici, sempre pronti ad ascoltare, depositari di piccoli segreti che nessuno deve sapere. E guide esperte alla scoperta di cose nuove o cose di una volta mai viste, grandi compagni di gioco e di fantastiche avventure.

Se c’è un nonno con cui giocare ci si dimentica dei cartoni animati. E se dalla cucina viene un buon profumino si corre! Perché le nonne sanno che cosa piace ai loro bambini e cucinano per loro come solo le nonne sanno fare.

Anna Orlandi Pincella

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