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Alcool, fumo, onde elettromagnetiche:

tuteliamo i nostri figli fin dal grembo materno

Autrice: Alessandra Venegoni

 

 

 

I danni sul feto dovuti all’assunzione di alcol in gravidanza (sindrome feto alcolica) sono noti circa dagli anni Sessanta: anche se assunto in piccolissime dosi, l’alcol in gravidanza può rappresentare un rischio per la salute del nascituro. Se una donna incinta consuma bevande alcoliche, l’alcol giunge direttamente nel sangue del nascituro attraverso la placenta. Il feto, non essendo in grado di metabolizzare l’alcol, viene esposto più a lungo ai suoi effetti nocivi. I possibili danni causati dall’esposizione prenatale all’alcol sono malformazioni alla nascita, disturbi dell’apprendimento, del comportamento e disturbi mentali. La sindrome feto alcolica è invalidante per l’individuo sia a livello mentale che fisico, ma è una sindrome prevenibile al 100% se si evita di assumere alcolici in gravidanza.

 

 

Anche dopo la nascita il neonato è sottoposto a rischi nel caso in cui la madre assuma alcolici. Da uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics emerge che i bambini allattati al seno da madri che bevono alcol hanno capacità cognitive ridotte fino a circa i 6 anni di età; sono stati valutati il ragionamento non verbale, il vocabolario e le abilità cognitive.

 

Un altro comportamento assolutamente da evitare è il fumo materno durante la gravidanza: esso può provocare danni cellulari, malformazioni, ritardo nella crescita, scarso aumento di peso, morte fetale, parto pretermine, interferisce con il corretto sviluppo polmonare ed incide sulla futura dipendenza dalla nicotina.

 

Durante l’allattamento il divieto al fumo si estende anche ai famigliari (divieto assoluto di fumare in casa) poiché fortemente dannoso in quanto “fumo passivo” diretto, e può causare patologie ad alcuni organi del neonato (asma, bronchite cronica e a distanza di anni può essere la causa di tumori) ed è inoltre uno dei fattori di rischio causanti la “morte in culla”.

 

Non da ultimo, in questa era così social, è necessario fare riferimento all’uso maniacale dei telefoni cellulari i quali emanano onde elettromagnetiche, si pensi in sala parto, appena il piccolo viene alla luce, foto e sms.

 

Tra i disturbi causati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche sull’adulto sono stati osservati problemi circolatori, disturbi del sonno, stanchezza cronica, esaurimento, stati di tensione nervosa, vertigini e cefalee, riduzione della fertilità maschile e non da ultimo il tracollo del dialogo. È stato dimostrato inoltre che quanto più sottile sia il tavolato osseo (neonati), tanto più in profondità penetrino le onde elettromagnetiche, oltretutto nei primi anni di vita le cellule cerebrali sono in replicazione e quindi il loro DNA è più esposto a mutazioni. In gravidanza è dunque consigliabile evitare di tenere i telefoni cellulari in tasca e limitarne l’utilizzo, durante l’allattamento tenere distante il telefono cellulare (maggiore di 2 metri) così anche da potersi dedicare pienamente al proprio piccolo.

 

Alessandra Venegoni

 

Ostetrica del Consultorio

 

 

 

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