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Gruppo di parola per genitori di adolescenti

 

 

 AUTORI: Chiara Cometa  -  Giuseppe Cesa 

Un’osservazione ormai comune è che negli ultimi decenni la struttura sociale e culturale della nostra realtà è molto cambiata; cambiata nella direzione di una maggiore complessità e diversificazione delle strade potenzialmente percorribili da un individuo in evoluzione. Per di più, oggi come oggi, al fianco di un ampio ventaglio di potenziali ed ipotetici percorsi si sta configurando un prepotente restringimento delle vie effettivamente percorribili.

In un passato neanche tanto remoto il figlio del fornaio avrebbe fatto il fornaio, il figlio dell’agricoltore avrebbe fatto l’agricoltore e la scuola aveva prevalentemente il compito di integrare lo sviluppo della persona con l’insegnamento di alcune materie di base per l’identità (italiano e storia, geografia e far di conto).

La formazione reale della persona si sviluppava prevalentemente con l’osservazione e l’emulazione dei genitori nel tempo.

Oggi questa situazione non rappresenta più la realtà maggiormente diffusa e spesso genitori e figli si trovano proiettati in percorsi lavorativi ed esistenziali divergenti. Addirittura, può succedere che anche qualora il figlio seguisse la strada dei genitori (ad esempio lo stesso lavoro) gran parte delle competenze del padre potrebbero risultare obsolete.

Ovviamente in un contesto del genere non è facile essere genitori ed affiancare i figli nel loro sviluppo. Di questo ce ne rendiamo conto quotidianamente nelle richieste che ci giungono presso il Consultorio, presso i nostri studi come pure da semplici conoscenti. Problematica questa che a volte si manifesta in situazioni di patologia e che tante volte si manifesta anche in situazioni di normalità.

 

Proprio quest’ultima considerazione ha stimolato in alcuni operatori del Consultorio l’idea di avviare un progetto di supporto ai genitori di adolescenti che fosse svincolato dalla dimensione clinica, quindi con una composizione possibilmente eterogenea. Uno spazio per dei genitori in cui questi potessero confrontarsi tra loro su tematiche tipiche della loro fase, in cui l’operatore fungesse più che altro da accompagnatore, da stimolatore e da moderatore.

È con questo spirito che nel tempo abbiamo lasciato maturare l’idea e abbiamo raccolto le prime richieste. Quest’autunno, nel mese di ottobre, finalmente il gruppo si è avviato. La prima cosa che abbiamo notato, però, è l’assenza del padre! Il gruppo, almeno al momento in cui scriviamo, non ha visto la partecipazione di neanche un padre.

Può essere che nell’evolversi dell’esperienza le cose cambino ma al momento la constatazione è questa. Eppure, la necessità della figura paterna la si sente durante gli incontri quando al cospetto di alcune situazioni da più parti sorge spontanea l’espressione: “… e il padre?”

In fase di avvio, abbiamo scelto la formula degli incontri ogni 15 giorni di un’ora e mezza circa per un totale di sei incontri. Il gruppo viene coordinato dalla dr.ssa Chiara Cometa e dal dr. Giuseppe Cesa, entrambi psicologi e psicoterapeuti.

Dopo una presentazione, al fine di attivare il lavoro nel gruppo sono state proposte delle stimolazioni quali la recita di scenette o dei questionari inerenti situazioni tipiche dell’adolescenza. Dobbiamo però riconoscere che queste stimolazioni - pur essendo utili per orientare le tematiche - non erano strettamente necessarie in quanto la voglia e il bisogno di parlare dei genitori presenti erano alti, così che da soli partivano a raccontare e alla fine dell’incontro a fatica si fermavano.

Le tematiche emerse ruotano prevalentemente attorno al vissuto di rabbiosa impotenza che alcuni atteggiamenti degli adolescenti inducono nei genitori. Come operatori abbiamo cercato di trattenerci dall’intervenire troppo lasciando fluire i racconti ed i confronti. È stato bello constatare come in un incontro alcuni genitori, dopo aver espresso la loro rabbia e fastidio verso i figli, riuscissero spontaneamente a lasciar emergere un atteggiamento di tutela e tenerezza verso l’adolescente. Un po’ come dire che - seppur nel bel mezzo della tempesta - non sono completamente alla balia dei marosi.

Queste dinamiche e la calda partecipazione ci inducono a proseguire nell’esperienza.

Chiara Cometa psicologa psicoterapeuta  

Giuseppe Cesa psicologo psicoterapeuta

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