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Gruppi per figli di genitori separati

 

 

Autrice:  Silvana Ignaccolo

Nel momento storico attuale, l’incremento di separazioni e divorzi, riflette uno scenario frammentato della famiglia. Si osserva che nella maggior parte dei casi la rottura coniugale non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per la ricerca di un nuovo equilibrio, dove ancora rabbia, aggressività, frustrazione, senso di colpa circolano nel contesto relazionale, con possibili conseguenze negative sui figli. A volte per i genitori, presi dalle proprie vicende personali, può risultare difficile riconoscere il disorientamento dei figli.

L’esperienza insegna che il dolore, la sofferenza dei bambini coinvolti in questa difficile transizione permangono anche a lungo periodo, per cui è importante aiutarli ad elaborare gli eventi e i relativi cambiamenti.

 

Perché un gruppo per figli di genitori separati?

 

Il gruppo di coetanei è uno strumento di sostegno preferibile agli interventi individuali per vari motivi: innanzi tutto, perché  protegge il bambino dalla soggezione dell’adulto e dà una osservazione diretta della sua interiorità; in secondo luogo, il patto di confidenzialità proposto dal conduttore all’inizio del percorso consente ai bambini di parlare più liberamente con minore angoscia; inoltre il gruppo dà sicurezza, favorisce la condivisione e l’osservazione di punti di vista diversi, garantisce la riservatezza e crea fiducia reciproca.

Parlare in gruppo permette ai figli coinvolti nella separazione dei genitori di:

-         Mettere parola sul dolore, nominare i sentimenti, parlare delle difficoltà, delle paure, della fatica a verbalizzare i desideri e le fantasie di riconciliazione.

-         Ascoltare ed essere ascoltati, avere uno spazio e un tempo protetti e sicuri dove potersi esprimere liberamente ed essere sè stessi.

-         Trovare il senso di ciò che è accaduto, farsene una ragione, elaborare il trauma della rottura dell’unità genitoriale.

-         Fare chiarezza, avere informazioni, fare domande, sciogliere dubbi e fantasie distorte o catastrofiche.

-         Storicizzare l’evento, ricostruire la storia della separazione, vedere il prima e il dopo, il passato e il futuro, i lati negativi e quelli positivi, contestualizzare il conflitto.

-         Migliorare la propria autostima e le proprie capacità relazionale, sentirsi soggetti attivi e non solo vittime o spettatori muti e passivi.

-         Avere maggiore consapevolezza dei propri bisogni, sentimenti e desideri.

-         Riaprire la comunicazione con i genitori e i coetanei.

-         Condividere, normalizzare, accettare, sentirsi accettati e simili agli altri.

-         Rispecchiarsi nelle esperienze di altri, scoprendo nuove risorse dentro di sè e all’interno del corpo familiare e sociale.

 

 

 

Cornice teorica di riferimento

 

Secondo il paradigma relazionale-simbolico, la separazione è un evento critico congiunto, ossia un evento stressante che riguarda tutti i familiari coinvolti ( genitori, figli e famiglie di origine).

Il compito della coppia che si separa è un compito congiunto che consiste nel separare le funzioni coniugali da quelle genitoriali, riconoscendo valore all’ex partner come genitore e consentendo l’accesso dei figli all’altro genitore e all’altra stirpe, al fine di far mantenere la propria collocazione nella storia familiare in una dimensione di continuità dei legami.

Il gruppo diventa uno strumento di sostegno della famiglia perché ha come obiettivo la cura dei legami.

Inoltre, il consenso congiunto dei genitori al momento dell’iscrizione del figlio al gruppo e la presenza di entrambi i genitori all’incontro finale servono a rafforzare il senso di appartenenza al corpo familiare e apre la speranza e la fiducia nelle future relazioni.

 

Perché far partecipare il proprio figlio?

 

La separazione è uno dei momenti più stressanti per tutti i componenti del nucleo familiare, soprattutto per i figli.

In questa fase, i genitori sono talmente presi dal conflitto e dai problemi della nuova organizzazione familiare che spesso non hanno tempo ed energie per ascoltare i propri figli e decodificare le loro richieste e i loro bisogni Alcuni genitori cercano di tenere i figli fuori dal conflitto, mantenendo il silenzio o dando loro pochissime informazioni, altri al contrario li coinvolgono troppo, adultizzandoli e privandoli della loro infanzia in un periodo in cui dovrebbero invece vivere serenamente.

Il gruppo diventa una sorta di “contenitore”, dove i figli, aiutati dai loro coetanei e supportati da professionisti esperti nell’ascolto all’interno di un ambiente rassicurante e protetto, possono” depositare” le parole non dette, la sofferenza e la fatica del cambiamento che stanno attraversando, alleggerendo la mente e il cuore dal peso dei silenzi, dei dubbi e delle paure che li affliggono.

 

 

 

Com’è strutturato il gruppo?

 

Il gruppo è costituito da 4-10 bambini e pre-adolescenti.

Un gruppo con bambini dai 6-11 anni

Un gruppo con pre-adolescenti dai 12-17 anni.

Il gruppo prevede un primo incontro con i genitori per spiegare loro le finalità, la metodologia di lavoro che verrà svolta con i loro figli, cui seguono 3 incontri con i ragazzi e in ultimo un incontro di restituzione alle famiglie.

La cadenza è ogni 15 giorni, la durata è di un’ora e mezza ad incontro.

All’interno del gruppo vige la regola della riservatezza che impedisce al conduttore di divulgare a terzi ciò che viene detto e agito all’interno della stanza, in modo da creare un clima di fiducia e riservatezza e nello stesso tempo di rassicurazione, il che facilita i ragazzi nella libera espressione di pensieri, emozioni e sentimenti.

Le attività si basano prevalentemente sull’uso della parola, immagini, attività ludiche ed espressive, a seconda della fascia di età interessata, in modo da trovare le strategie sufficienti che possono aiutare il bambino ad adattarsi alla nuova realtà famigliare.

Il gruppo diventa una risorsa che può aiutare i bambini a riposizionarsi nel corpo familiare e riconoscere ciò che resta di fecondo pur nel dolore che stanno vivendo. Senza sentirsi colpevoli della separazione dei genitori, attraverso questa esperienza apprendono e consolidano il messaggio più importante che ogni figlio di coppie separate deve acquisire: nonostante la separazione, mamma e papà continueranno ad amarli e a rimanere per sempre i loro genitori.

 

                                                                                  Silvana Ignaccolo

Psicopedagogista

 

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