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Autori vari

PRESENTAZIONE

 


I saggi contenuti in questo libro sono stati pubblicati, in gran parte, su «Etica,Salute e Famiglia» (Periodico a cura del Consultorio Prematrimoniale e Matrimoniale UCIPEM di Mantova e dell'Associazione Virgiliana di Bioetica nuova edizione on-line) per informare e sostenere le persone e la comunità mantovana durante i drammatici mesi della pandemia.
Si tratta di informazioni scientifiche e di medicina sociale, di esperienze vissute, di testimonianze di chi ha condiviso tante complesse situazioni dai risvolti etico-sociali con lo sguardo rivolto al
futuro aperto alla speranza in un mondo migliore anche se occorre essere realisti e non abbandonarsi a soverchie illusioni.
Si tratta, in altri termini, di un approccio finalizzato a comprendere le dinamiche, anche psicologiche, dei rischi connessi alle epidemie e le loro possibili conseguenze sanitarie, sociali, politiche ed economiche.
Ma è ineludibile rifuggire dalla ‘ infodemia’ (dalla Enciclopedia Treccani: “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi
su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”),che ci sta dando modo di toccare con mano i rischi dovuti alla circolazione di una quantità eccessiva di informazioni,
primo fra tutti, la mancanza di un controllo approfondito e professionale delle fonti e l’ondata di fake news da cui siamo travolti. 

Nella battaglia contro le fake news già oggi le istituzioni sono impegnate in una bonifica di tutte quelle opinioni alternative alla verità di sistema.
Tuttavia, più cresceranno il controllo e la censura, più autorevoli diventeranno le fake news, perché nessuna verità si può imporre per decreto e l’essere umano, di fronte alle verità imposte dall’alto,
è naturalmente portato a disattenderle.
Le nostre società dovrebbero invece ricostruire un rapporto fiduciario tra il cittadino , la scienza e le informazioni ufficiali.

C’è un ‘diritto alla verità’ degli individui e dei popoli. Non si tratta soltanto del diritto di conoscere la verità o di essere informati in modo veridico,ma di un sistema di beni e di valori, tutti riconducibili al rapporto di adeguatezza (o corrispondenza) tra le credenze e la realtà che esprimiamo. A titolo indicativo, occorre salvaguardare il diritto ad essere informati in modo veritiero e di vivere in una società dove è riconosciuta l’importanza fondamentale della verità (in positivo e in negativo) per la vita privata e pubblica degli agenti sociali.
Correttezza, sincerità, esaustività,trasparenza hanno un ruolo centrale nella comunicazione,nella fiducia e nella cooperazione sociale,nella partecipazione democratica,nella salvaguardia della dignità e dell’autodeterminazione delle persone. Infatti, credenze condivise e stabili nel tempo contribuiscono all’integrazione sociale.
Dal punto di vista soggettivo,la verità è strettamente legata alla sicurezza, oltre ad assolvere ad una funzione di stabilità sociale e benessere individuale. Occorre però distinguere tra il Governo che presenta ai cittadini uno scenario prevedibile sulla base delle decisioni politiche che intende adottare e le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Queste si fondano su delle ragioni scientifiche che sembrano suffragare la previsione di quello scenario e indirettamente l’adozione di quelle decisioni politiche.
Quanto alla veridicità e trasparenza, il dovere di una fonte di informazione è di presentare i suggerimenti degli scienziati come una teoria con l’autorevolezza ed i limiti di una teoria; invece la deliberazione politica è una decisione che non è la mera conseguenza automatica di una teoria scientifica,ma il frutto di un bilanciamento di valori; ecco perché è necessario chiarire quali siano questi valori in gioco.
Appare molto problematico che tali distinzioni vengano recepite dai destinatari delle informazioni, in virtù di una nostra tendenza spontanea a cercare risposte che ci sollevino dall’onere di interpretare il messaggio e di attribuire (sotto la nostra responsabilità) un peso ed un valore alle diverse possibilità. Sul piano della comunicazione, molte sono state le metafore a cui si è fatto ricorso .
L’emergenza Covid-19 è stata generalmente presentata con un linguaggio bellico: si è parlato di trincea negli ospedali, di fronte del virus, di economia di guerra.

Nella ‘fase 1 sono prevalse le metafore della guerra ; infatti il Covid-19 rappresenta una guerra e il virus è un nemico invisibile mentre l’emergenza è un’esplosione silenziosa. Infermieri e medici sono i nostri eroi, ma anche ancore o pirati e quello che stanno affrontando è un mare in tempesta.
Le metafore che hanno animato la comunicazione della pandemia durante la fase 1 hanno avuto sicuramente effetti sull’immaginario collettivo; adesso, che siamo entrati nella fase 2, dobbiamo domandarci quali parole ed immagini orienteranno i nostri comportamenti. Si è ormai passati dalla metafora della guerra a quella della cura ; pertanto la comunicazione punta su valori indirizzati alla spinta e alla ripresa del paese.
La metafora della cura può guidare anche la riorganizzazione sanitaria verso la valorizzazione della persona, prestando maggiore attenzione al benessere non solo dei pazienti, ma anche degli operatori sanitari.
La nostra ripresa e il nostro futuro saranno determinati dalla capacità di ognuno di noi di prenderci cura l’uno dell’altro. Speriamo che le guerre finalmente terminino, la cura invece non finisce mai.
Armando Savignano e Gabrio Zacché