Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 

Mestruazioni: perché sono dolorose?

 

 

 Autrice: Alessandra Venegoni

Il menarca, la prima mestruazione, segna l’inizio dell’età fertile di una donna. Da questo momento ogni circa ventotto giorni comparirà la mestruazione.

Credenza comune vuole che il periodo precedente e/o corrispondente alla perdita di sangue sia caratterizzato dalla percezione di forti dolori addominali, denominati dismenorrea, che possono durare dalle 24 alle 48 ore ed arrivare nei casi più severi ad interferire con le normali attività quotidiane. Si stima che tale patologia colpisca tra il 50 ed il 90 % delle donne in età fertile.

 

 

Ma bisogna proprio avere dolore? Scopriamolo insieme!

Per prima cosa diamo qualche definizione: il ciclo mestruale è l’intervallo di tempo che va dal primo giorno di una mestruazione al primo giorno della mestruazione successiva. Durante questo intervallo che può durare dai 26 ai 32 giorni, ci sono vari cambiamenti ormonali che consentono ad un ovaio di portare a maturazione la cellula uovo (ovulazione). Ciò avviene circa 14 giorni prima della mestruazione. La mestruazione invece è quel periodo che può durare dai 3 ai 7 giorni in cui l’endometrio (strato più interno di rivestimento dell’utero) si sfalda provocando una perdita di sangue.

 

Dismenorrea primaria

 

I primi cicli mestruali dopo il menarca possono essere anovulatori, questo significa che, nonostante ci sia la mestruazione, le ovaie sono ancora a riposo non producendo ovuli. Può capitare che con l’inizio dei cicli ovulatori una donna inizi a percepire dolore durante la mestruazione.

In caso di dismenorrea primaria (dolore che compare già dai primi cicli mestruali) la causa principale è l’aumentata liberazione di prostaglandine che provoca vasocostrizione e contrazioni muscolari a livello dell’utero.

Ma il dolore mestruale può essere anche un campanello di allarme e le cause possono essere varie.

Dismenorrea secondaria

 

La dismenorrea secondaria è caratterizzata da dolore che compare dopo più di un anno dal menarca e non migliora con l’utilizzo di farmaci, questa patologia può essere dovuta alla presenza di:

Terapie possibili nella dismenorrea primaria

Oltre alle più classiche terapie farmacologiche o ormonali è fondamentale intraprendere un percorso multidisciplinare andando a agire su vari aspetti della nostra quotidianità.

Partendo da una sana alimentazione, è consigliato diminuire o eliminare l’apporto di latticini nei dieci/quattordici giorni precedenti la mestruazione, aumentare l’apporto di magnesio, contenuto in verdure a foglia verde, frutta secca, lenticchie, fagioli, cereali integrali, banane e limitare il consumo di dolci e zuccheri raffinati. Come di consueto vale la regola di bere acqua in abbondanza e limitare il consumo di grassi animali. Di fondamentale importanza è lo svolgimento di un’attività fisica regolare garantendo il rilascio di serotonina che favorisce il rilassamento ed un migliore stato emotivo. 

È possibile ricorrere anche alla medicina naturale, utilizzando ad esempio agnocasto, antispastico e sedativo naturale che agisce equilibrando il rapporto estrogeni e progesterone. Inoltre, ottimi alleati sono zenzero, curcuma e zafferano dotati di proprietà antidepressive ed antispasmodiche; le medesime proprietà terapeutiche le ritroviamo nell’olio essenziale di lavanda. E’ possibile anche massaggiare l’addome con l’olio per alleviare i crampi addominali.

In ultimo, ma non meno importante, è consigliabile effettuare una valutazione del pavimento pelvico con un’ostetrica specializzata, poiché spesso contratture dei muscoli perineali possono portare a dismenorrea e viceversa la dismenorrea può portare ad ipertono dei muscoli del pavimento pelvico.

Non arrenderti al dolore mestruale, parlane con la tua ostetrica, così da vivere più serenamente le mestruazioni!

 

 

Alessandra Venegoni

Ostetrica del Consultorio