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In principio c’era il caos

 

 

 

Autore: Giuseppe Cesa

 

Quante volte abbiamo sentito questa frase, frase che riecheggia in testi sacri e in enunciazioni scientifiche.

All’inizio, la nostra mente comincia pian piano a distinguere, a discernere e a strutturare rudimentali forme di conoscenza che gradualmente diventano sempre più sofisticate, complesse e verosimili.

Da sempre l’uomo ha cercato di capire la logica e le regole che governano gli eventi per poterli prevedere e volgere per quanto possibile a proprio favore. Queste sono regole naturali, sono immutabili e non influenzate dalla nostra volontà o dalle nostre intenzioni.

La scienza è la disciplina che studia, cerca queste regole e le organizza in teorie scientifiche.

Impariamo ad esempio che in Italia si guida a destra e che si sorpassa a sinistra, diversamente scoppia il caos. Ma sappiamo anche che da altre parti, come in Inghilterra, si fa il contrario.

Esistono quindi delle regole che possiamo darci in una comunità per poter vivere e funzionare bene assieme. Sono regole convenzionali che possono cambiare, non sono immutabili, dipendono da nostre decisioni o accordi e vengono strutturate in regolamenti e leggi.

Educare una persona in crescita significa aiutarla a capire il mondo per volgerlo al proprio vantaggio; ma per farlo deve rinunciare alla propria onnipotenza infantile e conoscere ed accettare le regole naturali che governano il funzionamento delle cose.

Parallelamente, la persona in crescita deve essere aiutata a comprendere che non è impotente e passiva ma è un individuo attivo, e la sua presenza può e deve influenzare l’assetto della realtà inducendo un cambiamento nelle regole convenzionali.

Ogni processo educativo, di crescita e sviluppo non può che muoversi in un continuo intreccio ed in una continua oscillazione tra queste due dimensioni.

Possiamo considerare matura la persona che riesce a trovare un buon equilibrio all’interno di questa dualità.

Consideriamo egocentrica la persona convinta che tutto giri intorno a se stessa.

Consideriamo annichilita la persona che si ritira rinunciando al confronto con il mondo.

 

Giuseppe Cesa

psicologo – psicoterapeuta

 

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