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Apertura si e apertura no - Vaccino si e vaccino no

… e tante altre storie

 

 

Certamente in quest’ultimo anno l’umanità si è trovata di fronte a un evento che ha creato parecchia preoccupazione e scompiglio. Parlo della pandemia dovuta al Covid19.

È stato evidente fin dall’inizio, a livello mondiale, un rincorrersi di vari tentativi di prendere le misure del fenomeno e in qualche modo affrontarlo.

 

 

Sicuramente la nostra mente non sempre riesce a reggere la fatica (ciò che comunemente si chiama ‘aver sangue freddo’) di un esame di realtà sulle proprie capacità di gestire un evento o addirittura sulla propria impotenza di fronte ad esso. Quando la paura e la fatica offuscano la ragione, ecco che allora si liberano i mostri.

Da sempre l’uomo ha reagito così di fronte ad eventi che lo sovrastavano. La mitologia è ricca di draghi, mostri marini, fiere voraci e persino di divinità arrabbiate (Zeus) che scagliano fulmini e via discorrendo.

In contesti storici, più recenti, queste figure mitologiche hanno perso pregnanza e spesso sono state sostituite da altre categorie. Passato il tempo di draghi, mostri e divinità prepotenti e capricciose è venuto il tempo degli uomini. Anche perché Zeus, tutto sommato era introvabile, i draghi e i mostri idem. Ma gli uomini no, quelli si trovano dappertutto e una volta dipinti come brutti e cattivi (mostruosi appunto) il gioco è fatto, e questa volta si ha addirittura a disposizione l’illusione di poter eliminare il problema eliminando quelli via via dipinti come mostri.

A tal proposito, la storia anche recente ci mostra quanto sia florida la fantasia umana a utilizzare di volta in volta caratteristiche fisiche, religiose, culturali, economiche e/o politiche per “mostrificare” e poi “sistemare” il o i presunti colpevoli dei problemi. La storia ci dice come anche i cosiddetti “paladini” si sentano autorizzati a scatenare tutta la loro mostruosità contro i cosiddetti “mostri”. E’ la medioevale caccia alle streghe o la caccia agli untori, per stare su esempi che spero non urtino più nessuno.

Chi (credo come tanti) ha girovagato nel web in quest’anno, di presunti mostri ne ha incontrati parecchi. Per fortuna spesso sono fuochi fatui. Purtroppo anche i media professionali e le persone di cultura e/o di potere qualche ‘scivolone’ l’hanno fatto e in tal caso il danno può essere maggiore.

Da non medico non posso esprimere un parere sulle misure che in quest’anno sono state messe in atto e tanto meno parlare del valore o della pericolosità di un vaccino piuttosto che di un altro. Come psicologo tuttavia credo importante aiutare le persone ad avere un po’ di fiducia in una scienza che in tempi relativamente rapidi è riuscita ad arginare l’evento e a darci la speranza di un ritorno alla normalità. Certamente, come sempre ed inesorabilmente accade, si cerca di ridurre per quanto possibile effetti collaterali negativi sia nelle persone che nell’economia.

A questo proposito, vorrei concludere sottolineando un aspetto che distingue la scienza da altre forme di pensiero dogmatico e che riprende l’iniziale accenno alla fatica mentale di fronte ad eventi che ci sovrastano. Questo si è ben visto ad esempio quando sono state modificate le indicazioni all’uso dei vaccini. Mi rifaccio all’epistemologo Karl Popper. Un pensiero rigido e dogmatico tende a salvare se stesso, a voler avere ragione, a cercare nella realtà conferme della propria giustezza, ma così non si impara nulla. La scienza, invece, cerca nella realtà i limiti dei propri enunciati, così da correggersi e migliorare la conoscenza. Solo così si impara e ‘si aggiusta il tiro’. Certamente questo non è rassicurante, è molto faticoso e richiede umiltà ed onestà intellettuale.

Giuseppe Cesa

Psicologo - psicoterapeuta

 

 

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